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Per l'autodeterminazione delle donne

Il 14 Gennaio a Milano, il 14 Febbraio a Venezia

Il 14 febbraio sono convocate le audizioni in V° Commisione   regionale sanità sulla proposta di legge n. 3 sulle tematiche della 194. La proposta di legge, bloccata in aula e rinviata in commissione grazie all'opposizione di centrosinistra , sotto il titolo di "iniziative mirate all'informazione sulle possibili alternative all'aborto", è un'odiosa ingerenza nella vita e nelle scelte delle donne, prevede che i Movimenti e le Associazioni   possano entrare non solo nei consultori ma addirittura nei reparti di ginecologia e ostetricia, nelle sale d'aspetto e negli atri degli ospedali per divulgare le loro informazioni. Succederà che una donna già in difficoltà per una scelta dolorosa dovrà anche sopportare la morale del Movimento per la vita , le intrusioni nei reparti in un momento così delicato, difficile in cui una donna è più debole.

La legge 194 ha funzionato in questo paese, riducendo il numero degli aborti ed eliminando l'aborto clandestino che produceva vittime. Se c'è qualcosa da fare è il potenziamento delle strutture pubbliche deputate all'informazione e alle politiche di prevenzione e assistenza , come i consultori familiari, con finanziamenti che permettano di avere a disposizione le figure professionali pubbliche necessarie, tra cui i mediatori culturali che possano interloquire con le donne immigrate. Va avviata una campagna per evitare le gravidanze indesiderate, prima di arrivare all'aborto. In questo paese si deve cominciare a parlare seriamente di contraccezione rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Perché nella scuola non si parla alle ragazze e ai ragazzi di educazione sessuale e di metodi contraccettivi?

Se si discute invece di maternità vanno create le condizioni   perché il lavoro sia sicuro, perché gli asili nido ci siano, perché la maternità e l'assenza dal lavoro siano tutelate permettendo di svolgere il ruolo di madre.

Le donne, nonostante quello che evidentemente pensano in molti, non vanno ad abortire con leggerezza,   quando una donna arriva in una corsia di ospedale ha già fatto la propria dolorosa scelta, deve essere rispettata e non tormentata. Rifondazione Comunista ribadisce la propria opposizione   a questa proposta di legge. Il diritto alla privacy e alla dignità delle donne deve   essere rispettato. Per questo la nostra battaglia politica va avanti impegnandoci affinché il Consiglio regionale bocci questa legge e avvii, invece, politiche serie per le donne.

Venezia 10 febbraio 2006
Gemma Lunian
Forum delle donne -Rifondazione Comunista



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