Trasporto ferroviario
Le sceneggiate e le chiacchiere non servono!
L'attuale punto di degrado del sistema ferroviario è sicuramente il peggiore mai registrato. Lo sanno i moltissimi utenti che giornalmente sono sottoposti a disagi inqualificabili: incidenti - guasti - ritardi - soppressioni - sporcizia - sovraffollamenti - assenza di informazioni e così via. Questa situazione ormai interessa in modo pressoché indistinto tutte le linee e tutti i tipi di treno: regionali, interregionali, intercyti, eurostar. La situazione quindi è un'emergenza nazionale e non può peggiorare ulteriormente, si rischia altrimenti il "punto di non ritorno" per un sistema indispensabile per il Paese come quello ferroviario.
La situazione è talmente grave che sarebbe sbagliato per tutti continuare a polemizzare ed a scaricare su altri le responsabilità senza prendere atto dei fatti: di questo dovrebbero essere coscienti soprattutto i responsabili politici ed istituzionali nell'ambito del loro ruolo e responsabilità.
Dovrebbero essere assunte decisioni tempestive per superare la grave situazione, per farlo è indispensabile innanzi tutto individuare finalmente le ragioni vere del progressivo degrado. A mio avviso, i problemi e le ragioni che incidono sul dissesto sono molti e se si vuole veramente contribuire a superare la situazione occorre analizzarli in modo articolato ma in un quadro complessivo in quanto sono fra loro interconnessi. Proviamo a vedere i principali "nodi" partendo dai fatti concreti registrati:
- Insufficienti risorse economiche per il potenziamento ed ammodernamento tecnologico delle infrastrutture ferroviarie, gran parte dei 16.000 chilometri di binari sono quelli del dopoguerra, arretratezze e strozzature sono molto diffuse. Si pensi alla BO/VR a binario unico, l'unico tratto dei 5.000 chilometri del grande asse europeo - Copenaghen/Reggio Calabria - cantieri aperti da 30 anni. Siamo al primo anniversario dell'incidente di Crevalcore - 12 morti - e tutto è come prima (o quasi).
- Nel corso del 2005 il governo per ben quattro volte ha ridotto i finanziamenti alle FS (finanziaria 2005, aggiustamenti di bilancio a luglio ed a novembre, da ultimo finanziaria del 2006 con un meno 540 milioni di euro). Complessivamente un taglio di oltre il 20% dei finanziamenti programmati negli anni precedenti. Oltre 6 miliardi di euro in meno (12.000 miliardi di vecchie lire) in quattro anni, da qui deriva gran parte dell'attuale "disastro ferroviario"!
- Sono state ridotte anche le risorse economiche per la gestione del trasporto (merci e persone): l'obsolescenza dei locomotori e delle vetture, la riduzione delle manutenzioni e delle pulizie, (anche sulla "flotta bandiera" degli Eurostar) l'abbandono del trasporto merci ferroviario (ad es. meno 25/30% al porto di Venezia) ne sono la conseguenza.
- A livello locale per i 750 treni regionali Veneti, il contributo della Regione è congelato da oltre sette anni mentre i costi sono aumentati di oltre il 20%. Le conseguenze le pagano tutti i giorni duramente le centinaia di migliaia di pendolari Veneti (altro che le sceneggiate TV e le ridicole multe di Chisso).
- Il gruppo dirigente FS, nazionale e regionale, è stato in gran parte costruito in questi ultimi anni sulla base della logica della "fedeltà" alla politica dell'immagine e delle promesse rassicuranti, la consegna viene dall'alto: "va sempre tutto bene!". Basti ricordare che il presidente delle FS ha dichiarato, qualche giorno fa a Venezia - magari senza rendersene conto - che "entro sei mesi verrà attivato il quadruplicamento della Mestre Padova e che per lo stesso periodo sono in arrivo almeno 200 nuove vetture ferroviarie". Vedremo! La realtà è ben diversa: ritardi negli investimenti, carenze di personale, di mezzi (locomotori e vetture) e di pezzi di ricambio, conseguenti alle scelte dei vertici che hanno gestito la ristrutturazione e disarticolazione organizzativa in una logica di forsennata politica di tagli, mettendo a rischio la qualità ed a volte la stessa sicurezza dei servizi di trasporto ferroviario.
- C'è da ultimo il ruolo svolto dai due ministri responsabili del trasporto ferroviario. Quello del Tesoro, "proprietario esclusivo" di FS che in questi anni ha progressivamente ridotto le risorse per investimenti e gestione, e ha scelto e nominato gli amministratori ed i massimi dirigenti delle società del gruppo (che hanno gravi responsabilità). Quello dei Trasporti che ha demolito ogni strumento di programmazione e di sviluppo integrato del trasporto ferroviario. Legge obbiettivo, grandi e "favolose" opere, inaugurazioni ed immagine ma niente sul Piano nazionale dei trasporti e contestuale perdita di contatto con la realtà vera del degrado ferroviario con cui fanno invece i conti tutti i giorni i cittadini utenti del trasporto ferroviario.
Per quanto riguarda la situazione nazionale è indispensabile che il Parlamento si occupi del problema e soprattutto che i due ministri modifichino radicalmente le loro scelte sulle ferrovie. Dopo anni di precedente abbandono, con le loro scelte, hanno condotto le ferrovie italiane ad una situazione simile a quella catastrofica di quelle inglesi dopo la "cura taceriana". Sono le peggiori d'Europa, serviranno molti più soldi di quelli che hanno tagliato in questi anni per recuperare il gravissimo degrado causato. I vertici aziendali devono dimostrare rapidamente la capacità di affrontare il dissesto, nei fatti e non a chiacchiere, altrimenti per il bene del paese se ne devono andare.
Anche sul versante regionale servono scelte radicalmente diverse da quelle fatte in questi anni della coppia Chisso/Galan, servono anzitutto più risorse di quelle congelate ormai da 7 anni (anzi ridotte del 10% nel 2005). Che il contributo della regione sia insufficiente - è il più basso in assoluto a livello nazionale - lo dimostra anche l'esito "dell'avventurosa" gara europea voluta da Chisso (prima ed unica in Italia) "per risolvere tutti i problemi". I due grandi gruppi europei che avevano concorso (francese e svedese che in Europa gestiscono efficientemente grandi reti di trasporto regionale) fatti quattro conti sulla base d'asta proposta l'hanno giudicata assolutamente inadeguata e si sono ritirati in buon ordine. Naturalmente Trenitalia impaurita della concorrenza europea ha fatto una proposta economica a ribasso e promesso di aumentare qualche decina di treni allo stesso costo. Il risultato a meno di un mese dalla firma del nuovo contratto (per i prossimi 6 anni) è sotto i nostri occhi e purtroppo lo pagano i pendolari. Dio ci liberi da questa liberalizzazione. Caro assessore non servono le sceneggiate e le "lacrime di coccodrillo" delle maximulte, si deve invece ricordare che dal 2000 la competenza esclusiva sul trasporto pubblico regionale (ferro e gomma) è della regione che ha quindi la piena responsabilità su ciò che va e su ciò che non va. Qui, il tanto agognato federalismo c'è da anni, bisogna solo che chi ne ha la responsabilità lo faccia funzionare.
Lo dovrebbero ricordare anche i molti che in questi giorni hanno proposto la "regionalizzazione" per risolvere i problemi (proprio come fece Chisso qualche tempo fa con la gara europea). Anche il Vicepresidente, si proprio quello che ha avuto l'idea di far brucare l'erba delle "rotatorie" in quel di Treviso dagli asini, ma le cose non sono andate bene, infatti, quell'erba coperta di polveri prodotte dal traffico stradale (piombo, catrame, gomma, PM10, silice e altro) gli asini proprio non la vogliono brucare - mica scemi sono solo asini - (vuoi vedere che si tratta di asini sardi o siciliani?). C'è chi indica la società ferroviaria della regione - la cosiddetta "vacca mora" - quale gestore del trasporto ferroviario regionale, suvvia non scherziamo, non facciamo come con gli asini, qui stiamo parlando di un servizio importante che deve funzionare su tutta la regione ed oltre. Provate a spostarvi verso "sud" Adria/Rovigo/Chioggia, prendendo uno dei quindici trenini giornalieri: verificate per credere la densità, la velocità, la qualità e la regolarità dell'offerta. Fatte le debite proporzioni (2% è la quota di treni regionali gestiti da quella società) purtroppo le cose non vanno meglio che nel resto del veneto e pensare che la "vacca mora" ottiene dalla regione un contributo economico - diretto ed indiretto - ben superiore (oltre il 30%) a quello concesso a Trenitalia per i 750 treni. Ci vuole ben altro che un "presidente amico" per poter gestire una rete di trasporto regionale fra le maggiori d'Italia e d'Europa (i disagi di questi giorni dimostrano che non basta nemmeno un direttore regionale FS "amico", vero assessore?).
L'altro motivo che sconsiglia di mettere in mano alla regione, più di quanto già non lo sia, il trasporto ferroviario è proprio la situazione penosa in cui versa la realizzazione della metropolitana regionale. Complessivamente, dopo oltre 9 anni dal finanziamento e a 6 dall'apertura dei cantieri, sono state realizzate solo circa il 25% delle opere infrastrutturali e tecnologiche previste. Bella dimostrazione d'efficacia, no c'è che dire! Se tutto va bene, e se non verranno finiti prima i soldi, forse fra 4 - 5 anni la SFRM vedrà la luce a 15 anni dal finanziamento e 10 dall'apertura dei cantieri, una vergogna! Questa situazione d'assurdo ritardo purtroppo pesa come un macigno sulla possibilità di risolvere veramente i gravi problemi che affliggono il trasporto ferroviario ed i pendolari veneti. SFMR era una grande opportunità per il Veneto, se realizzata tempestivamente, poteva contribuire ad un salto di qualità nel trasporto regionale: un vero sistema della mobilità, almeno nell'area centrale del veneto (VE - PD - VI - TV). Poteva contribuire a trasferire quote crescenti di mobilità dal mezzo individuale a quello collettivo, con un forte sollievo alla congestione del traffico, all'incidentalità stradale e la riduzione dell'inquinamento atmosferico (PM 10 - rumori ecc) favorendo così anche la vivibilità nel nostro territorio. Qui su SFMR le responsabilità è solo della Regione!
In questi giorni si sono dilettati ad intervenire sui disagi ferroviari anche molti parlamentari (lega in testa). Ma questi signori proprio non se la sentono di fare un po' di autocritica per aver votato ripetutamente senza batter ciglio i tagli ai finanziamenti FS (forse non se ne sono accorti ma allora è ancora peggio). Alle interrogazioni parlamentari che hanno "minacciato" si sentiranno rispondere probabilmente dal "gabinetto" del ministro: "la riduzione delle risorse è stata votata dal parlamento, comunque adesso rimedieremo". Proprio quello che i pendolari si "aspettano" di sentire (ma fateci un piacere....).
Dunque i nodi sono al pettine, le responsabilità sono chiare e sono di chi governa a livello nazionale ed a livello regionale e di chi amministra e dirige la società ferroviaria. È ora di finirla con lo scarica barile e con le sceneggiate propagandistiche (alla cabibo), la situazione è gravissima e richiede l'assunzione delle responsabilità e delle decisioni necessarie per uscire da questo tunnel. I Cittadini i pendolari, il Paese lo rivendicano giustamente.
Pier Giorgio Carrer - Segretario CdLM CGIL VE
Mestre 10 gennaio 2006
Metropolitana Regionale: il "tonfo" della Regione
SFMR, la tanto propagandata metropolitana ferroviaria regionale: 660 miliardi di vecchie lire assegnati alla regione nel lontano 1996, i progetti erano già pronti dal 1994, la conferenze dei servizi si è svolta il 30 gennaio '99, ma solo nel marzo del 2000 la regione fa partire i cantieri - a Campodarsego, solita inaugurazione preelettorale di Galan, poi tutto fermo per due anni -. Per garantire tempi più brevi di realizzazione, almeno questa era la scusa, la regione decise di frazionare l'opera 6 - 7 appalti. Per i singoli lotti erano previsti, dal momento dell'assegnazione dei lavori, da 36 a 48 mesi di tempo per l'ultimazione. Sono già passati 6 anni dal primo cantiere i lavori dovrebbero essere finiti da tempo, i lotti successivi dovrebbero essere invece già in fase di ultimazione. Purtroppo però le cose non stanno così, infatti, il progetto prevedeva:
1. la soppressione di 58 passaggi a livello. Ne sono stati soppressi solo 15 (il 25% circa).
2. la costruzione di 10 nuove stazioni (6 solo nella terraferma Mestrina). Ad oggi nessuna realizzata, si lavora "alacremente" solo su tre (meno del 15%).
3. ammodernamento di 30 stazioni esistenti (sottopassi, binari, accessi, pensiline, ecc). Effettuati limitati interventi in 3 - 4 stazioni (circa 10%).
4. potenziamento della stazione di Mestre, "fulcro di SFMR". Nessun intervento (0%), intanto i treni per entrare ed uscire da Mestre continuano a maturare ritardi, trasferendoli poi a tutti i treni regionali.
5. potenziamento della viabilità d'accesso e costruzione di parcheggi scambiatori in ognuna delle quasi 40 stazioni del sistema, per favorire l'interscambio gomma/ferro . Realizzato solo qualche intervento sporadico e limitato (10%). Una vera vergogna!
6. elettrificazione della linea Mestre - Mira Buse, non si sa quando partiranno i lavori. Si tratta di una linea di totale proprietà della regione (chi fa ostruzionismo?). È stato realizzato solo il marciapiede di una nuova stazione in mezzo alla campagna (vedere per credere, coordinamento??).
7. acquisto di 12 treni TAF. Questo è l'unico punto che è stato realizzato pienamente, forse solo perchè l'acquisto è stato assegnato a Trenitalia, che in questo caso si è dimostrata più efficiente della regione (sono stati acquistati infatti circa 20 TAF). I treni sono sempre sovraffollati perché non è possibile aumentare la loro frequenza (cadenzamento a 15 - 20 minuti) essendo molto arretrati i lavori di sfmr.
8. solo nei prossimi mesi (da luglio a novembre) "forse" saranno aperti gli ultimi cantieri, quelli sul nodo di Mestre.
Complessivamente, dopo oltre 9 anni dal finanziamento e a 6 dall'apertura dei cantieri, sono state realizzate circa il 25% delle opere infrastrutturali e tecnologiche previste e finanziate. Bella dimostrazione d'efficacia, no c'è che dire! Se tutto va bene e se non verranno finiti prima i soldi forse fra 5 - 6 anni SFRM vedrà la luce (16 anni dal finanziamento e 12 dall'apertura dei cantieri) una vergogna e le responsabilità sono della Regione!
La cosa incomprensibile ed ingiustificabile è il perché, anziché far partire i lavori dal "cuore" della metropolitana regionale - Mestre appunto, su cui convergono le 5 linee interessate - Chisso e Galan decisero di partire dalla "periferia". Qui, attorno a Mestre il progetto prevede la costruzione di 6 nuove stazioni e di altrettanti parcheggi scambiatori, oltre al potenziamento dell'infrastruttura e degli apparati tecnologici in modo da consentire la circolazione di un numero superiore di treni (metropolitani, interregionali, a lunga percorrenza). Provate a pensare se in questi anni fossero state realizzate almeno quelle nuove stazioni e quei parcheggi scambiatori, la mobilità nella terraferma Mestrina, potrebbe essere organizzata intercettando gran parte del traffico di attraversamento proveniente dalle grandi vie di accesso a Mestre (Terraglio, Castellana, Miranese, Riviera, A 4 da PD e da TS, con 30/50.000 auto giorno ciascuna) altro che targhe alterne e blocchi!
La situazione di assurdo ritardo e gli errori nella realizzazione di SFMR, infatti, purtroppo pesano come un macigno sulla possibilità di risolvere veramente i gravi problemi che affliggono il trasporto ferroviario ed i pendolari veneti e la congestione del traffico stradale. SFMR era una grande opportunità per il Veneto, poteva, se realizzata tempestivamente, contribuire a quel necessario salto di qualità nel trasporto collettivo regionale: un vero sistema della mobilità, almeno nell'area centrale del veneto (VE - PD - VI - TV). Poteva, infatti, contribuire al trasferimento di quote crescenti di mobilità dal mezzo individuale a quello collettivo, con un forte sollievo della congestione del traffico, dell'incidentalità stradale e la riduzione dell'inquinamento atmosferico (PM 10 - rumori ecc) favorendo la vivibilità nel nostro territorio. La scelta degli "sgovernanti regionali" ha trasformato questa grande opportunità in una tragica debacle, in uno spreco ignobile di denaro pubblico e nel peggioramento del trasporto pubblico locale.
Pier Giorgio Carrer - Segretario CdLM CGIL VE
Mestre 10 gennaio 2006
