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Nato a Klagenfurt il Forum per la Sinistra Europea di Veneto, Friuli Venezia - Giulia, Trentino SudTirolo, Slovenia e Istria

Confronto, contributi, ma anche progetti per iniziative concrete

Con un lungo applauso si è conclusa la prima conferenza per la Sinistra Europea nell'area dell' "Alpe Adria". Un centinaio di partecipanti si sono dati appuntamento alla Volkshaus di Klagenfurt, la capitale carinziana dell'Austria, sabato 19 e domenica 20 novembre 2005, per una due giorni di confronto serrato: compagne e compagni di Rifondazione del Friuli, del Veneto, di Trento e Bolzano, Sloveni, Croati dell'Istria e, naturalmente, austriaci, coadiuvati dalla traduzione simultanea che ha reso possibile a tutti i partecipanti seguire tutte le fasi della discussione.

Fin dai saluti di Gino Sperandio, Giulio Lauri, Karin Peuker, rispettivamente segretari regionali del PRC di Veneto e Friuli e del KPO della Corinzia, non è stato un dibattito rituale; la relazione del prof. Karl Stuhlpfarrer, decano dell'Università di Klagenfurt, ha illustrato la stretta connessione tra lettura storica e attualità politica dei processi economici, strategie finanziarie e istituzionali, messe in atto dal blocco dominante ultraliberista di questa parte d'Europa.

Processi che mirano all'illusoria ricomposizione su scala euroregionale di "realtà economiche di destino", in diretta competizione coi processi globali che investono l'area - ha ricordato Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale Veneto del PRC - che non possono essere contesi con vecchie riproposizioni nazionaliste e centraliste, bensì con una proposta di società aperta, fondata sull'universalità dei diritti, sulla cooperazione. Un tema questo che ha segnato l'intera Conferenza,   decisamente   orientata all'autodeterminazione, all'idea di riorganizzazione su base comunitaria, municipalista, internazionalista e solidale. Concetti rafforzati dal giovane universitario austriaco   Bernhard Wernitznig, dalla giornalista slovena Vesna Leskosek e da Elio Bonfanti, trentino dell'Associazione Alternative Europa del nord est, che hanno reso evidente un recupero, anche sul piano teorico, proprio di quell'austromarxismo anticipatore dell'idea consiliare, federalista e antiburocratica.

Vladimir Kapuralin, del Partito Socialista Operaio della Croazia, ha invece sottolineato gli effetti delle concrete politiche dell'Alpe Adria, ricordando la situazione istriana, la crescita vorticosa del debito estero e della disoccupazione in un clima di repressione nazionalista.

Drammatico l'intervento di Aleksandar Todorovic, esponente sloveno del "movimento dei cancellati", oltre 18.000 cittadini ritenuti dal governo xenofobo di Lubiana, "non buoni sloveni" e quindi privati di diritto al lavoro, all'assistenza sanitaria, alla residenza, alla scuola per i minori, insomma: cancellati.

Nazionalismi, xenofobia, minoranze, migranti e nuove forme di integrazione sono stati gli argomenti trattati domenica dallo storico sloveno Bozo Repe e dalla storica austriaca Brigitte Entner che hanno denunciato il connubio tra revisionismo storico, relativizzazione del ruolo del movimento partigiano nella lotta di liberazione dal nazi fascismo, e nuove forme a-democratiche di governo impegnate a rendere estranei valori quali l'uguaglianza e la giustizia sociale.
Toccante l'intervento di Roberto Pignoni, co-autore del videodocumentario "Al di la del fiume" che sabato sera aveva commosso, raccontando le deportazioni e i campi di concentramento fascista in Fiuli, Slovenia ed Istria e le attuali politiche nei confronti dei migranti, con la vergogna dei CPT.

Sul ruolo della Sinistra Europea sono intervenuti Waltraud Klack., rappresentante del Partito Comunista Austriaco nella SE e Roberto Musacchio, capo delegazione PRC all' europarlamento, introdotti dal consigliere regionale del Friuli Kristian Franzil.

Musacchio, vero e proprio "ospite d'onore", ha messo a fuoco la situazione Europea, l'importante no francese alla Costituzione: "una risposta chiaramente nata sul terreno di opposizione al liberismo", passando poi ai diversi aspetti oggi al centro delle iniziative: dall'opposizione alla Bolkestein, alla lotta per la pace, per nuove politiche di accoglienza e cooperazione, salutando con favore la nascita a Klagenfurt di questa nuova rete di iniziativa ed elaborazione transnazionale per la sinistra di alternativa.

Il documento finale approvato all'unanimità dei presenti, letto congiuntamente in italiano sloveno e tedesco, da Igor Canciani, capogruppo PRC in Friuli Venezia Giulia, e da Mirko Messner animatore del Partito comunista austriaco a Klagenfurt, formalizza la nascita del coordinamento permanente del Forum per la Sinistra Europea dell'euroregione, non una semplice sommatoria dei partiti, ma riferimento per la pluralità sociale, associativa, le soggettività esistenti nella sinistra d'alternativa.

Decise anche le prossime tappe: la partecipazione il prossimo 15 maggio a Klagenfurt ad una manifestazione di massa, per la celebrazione i 60 anni dalla liberazione dal nazismo; la promozione di un convegno da tenersi a Trieste, Lubiana o in altra località dell'Istria, sul nodo delle minoranze nell'euroregione, i rigurgiti nazionalisti, la presenza migrante; una comune campagna contro la direttiva Bolkestine e per una nuova Costituzione europea, in questo senso la decisione di una forte mobilitazione a fianco dei "cancellati" sloveni.

Renato Cardazzo



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