2° FORUM DELLA SINISTRA EUROPEA DELL'ALPE ADRIA
Un successo per partecipazione e per la qualità della proposta politica e di programma
C'era grande soddisfazione tra i volti degli organizzatori del 2° Forum per la Sinistra Europea dell'Alpe Adria, promosso sabato 21 e domenica 22 ottobre 2006 a Lamon, piccolo comune della montagna bellunese. La grande partecipazione e l'attenzione delle compagne e compagni, di Rifondazione e non, arrivati dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto, da Trento e Bolzano, dalla Slovenia, dalla Croazia e dalla Carinzia ha reso possibile un confronto serrato, sui principali nodi progettuali, sulle esperienze di lotta e impegno diffuse nel territorio, ma anche un primo sforzo per l'elaborazione di un progetto di respiro, anche teorico, capace di dare alla Sinistra Europea una vera e propria dimensione di nuovo soggetto politico e sociale.
Il forum era stato preceduto nella mattinata di sabato, da un incontro con la cittadinanza di Lamon sui temi dell'autogoverno dei piccoli comuni, con particolare riferimento all'assenza di politiche concrete a favore delle aree di montagna, altrimenti destinate al definitivo spopolamento; una tavola rotonda con l'on. Gino Sperandio segretario veneto del prc, Kristian Franzil consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, Catalano Agostino consigliere regionale del Trentino Alto Adige a cui sono intervenuti i rappresentanti del comitato cittadino di Lamon, il sindaco del paese, il presidente della Provincia di Belluno e per le conclusioni il capogruppo PRC Sinistra Europea alla Camera Gennaro Migliore.
Nel pomeriggio i promotori introducendo i lavori del convegno hanno ricordato il percorso iniziato con il convegno del novembre 2005 a Klagenfurt in Austria, che ha dato vita al Forum.
La prima sessione di lavoro, coordinata da Giulio Lauri, segretario PRC del Friuli Venezia Giulia, ha affrontato con tre diverse relazioni assolutamente intrecciate tra loro, tenute da Roberto Mappelli di "Sinistra Europea Socialismo XXI secolo", dal parlamentare PRC Paolo Cacciari e da Gianni Belloni, della redazione di "Carta.- Qui Veneto", la critica al modello di sviluppo, l'aggressione al territorio e alle persone, la centralità e la complessità dei conflitti ambientali. Sul tema sono seguiti interventi direttamente dalle esperienze di lotta: Luciano Mazzolin che ha ricordato la mobilitazione contro il Mose a Venezia, Erasmo Venosi che ha fatto il punto sulla questione della TAV, Tommaso Iori consigliere comunale di Trento che ha spiegato le ragioni degli oppositori al traforo del Brennero, all'intervento scritto dallo sloveno Franko Juri sulla questione dei rigassificatori tra Italia e Slovenia, al nodo dei beni comuni affrontato da Michela Vitturi, alla questione della sovranità alimentare descritta con pignoleria e grande esperienza da Guglielmo Donadello di Altragricoltura del nord est.
La seconda sessione invece ha sviluppato un ampio confronto sui temi del lavoro, mai chiusi in una vecchia lettura ottocentesca, ma proiettati concretamente sulle condizioni reali di questi territori dove esplosione molecolare dell'impresa convive con forme di schiavismo, precarizzazione generalizzata, bassi salari e povertà.
La relazione di Nicola Nicolosi dirigente nazionale della CGIL ha inquadrato la situazione generale, soffermandosi in particolare sulla questione della precarietà che, soprattutto nel nord est del paese, deve essere al centro di grandi politiche di alleanza, perché altrimenti sarà la chiave di volta delle destre per la loro politica xenofoba di divisione tra la classe lavoratrice.
Sull'intreccio lavoro, precarietà, alienazione sociale si sono susseguiti gli interventi di Doriana Pavanello segretaria generale CGIL Bolzano, Salvatore Livorno della CGIL Padova, Ezio Casagrande segretario FILCAMS Trento, Salvatore Lihard della segreteria metropolitana CGIL di Venezia e animatore del coordinamento Stop Precarietà che ha ricordato anche l'importanza della manifestazione nazionale del 4 novembre a Roma, Radojko Djakovic operaio portuale croato e Vladimir Kapuralin del Partito socialista operaio di Croazia, di Angelo Zaccaria veneziano, da anni impegnato sul campo per il riconoscimento della centralità della scuola pubblica e democratica..
I lavori sono ripresi nella giornata di domenica affrontando le due sessioni sui temi dell'autogoverno, dell'autodeterminazione, del protagonismo dal basso e sui nodi della democrazia e dei diritti universali.
La prima sessione introdotta dalla relazione di Elio Bonfanti, animatore trentino del Forum, ha proposto una lettura sui processi di accentramento dei poteri, sulla natura retorica del federalismo egoistico, sulla necessità che la risposta non si limiti ad una idea di decentramento tutta chiusa sul piano istituzionale ma che invece si indichi nell'autogoverno, in nuovi e forti poteri di controllo direttamente esercitati dalle comunità e dai soggetti sociali, la strada per una società aperta, inclusiva, ostile alla burocrazia e alla concentrazione dei poteri siano questi in direzione di uno stato nazionale o di nuovi centri e oligopoli regionalistici.
Questione approfondita dall'intervento di Mauro Tosi della segreteria regionale del PRC Veneto che ha affrontato la relazione tra nuove dimensioni euroregionaliste e le piccole patrie razziste.
Ancor più impegnativo l'intervento di Mauro Scroccaro che a nome di un gruppo di lavoro sulla teoria ha introdotto con chiarezza una idea di rottura con i residui di operaismo e le speculari pulsioni riformiste, proponendo un percorso per la Sinistra Europea dell'Alpe Adria, fondato sull'idea consiliare, sull'autodeterminazione, sul socialismo della libertà per una società cosmopolita, multiculturale, transnazionale.
L'ultima sessione di lavoro è stata introdotta da Igor Kocjiancic capogruppo PRC in Regione Friuli Venezia Giulia e dalla relazione di Roberto Musacchio capogruppo PRC al Parlamento Europeo, ma a pieno titolo animatore del Forum per la Sinistra Europea dell'Alpe Adria. Il suo intervento infatti ha saputo affrontare la questione democratica in Europa, cogliendo le molte osservazioni emerse nella discussione.
Importante e applauditissimo l'intervento di Mirko Messner del Partito Comunista Austriaco, che ha spiegato le ragioni del successo della destra xenofoba e delle recrudescenze neo naziste nelle recenti elezioni politiche tenutesi nei giorni scorsi in Austria che, tra le altre cose, hanno visto il raddoppio dei voti dei comunisti austriaci. Molto preciso il quadro fornito da Giacomo Scotti, vice presidente dell'Unione degli Italiani di Croazia, giornalista e scrittore di Rjieka/Fiume, che ha riassunto con efficacia un quadro preoccupante: il liberismo sfrenato e le ambizioni europeiste mescolate al crescente clima nazionalista e revanscista della Croazia. Ancor più drammatica la comunicazione che Kocjiancic ha letto a nome di Aleksandar Todorovic del movimento dei "cancellati" in Slovenia impossibilitato a partecipare che ha chiesto in un appello accorato il sostegno del Forum alla prossima mobilitazione prevista a Bruxelles dal movimento.
Alla fine delle sessioni di lavoro Pietrangelo Pettenò animatore del Forum e presidente del gruppo PRC Sinistra Europea in Consiglio Regionale del Veneto, ha proposto all'approvazione dell'assemblea un documento conclusivo che ha sancito l'ulteriore formalizzazione del Forum, con la nomina dei quattro coordinatori Elio Bonfanti, Renato Cardazzo, Igor Kocjiancic, Mirko Messner, ricordando però che il Forum intende proseguire sulla via dell'organizzazione orizzontale, inclusiva, aperta (sono incorso infatti contatti con compagni della Baviera della Linke e con i promotori della costituente di un nuovo soggetto politico di sinistra in Slovenia).
Tra gli appuntamenti previsti: un seminario sulla società multietnica e sul nodo delle minoranze da tenersi a febbraio 2007 tra Friuli e Slovenia; una giornata di studio sui sistemi sanitari, scolastici e sulla formazione culturale da tenersi il prossimo giugno a Venezia; un seminario da tenersi il prossimo autunno a Trento sui nodi dell'alternativa agli interventi militari per la soluzione dei conflitti. C'è poi l'impegno per due incontri più tematici: la prima sul nodo della portualità nell'Alto Adriatico tra Pola, Capodistria, Trieste, Monfalcone e Venezia; la seconda sulla questione delle Alpi e della Montagna in Europa. Il Forum ha dato la propria adesione e sostegno alle mobilitazioni contro la realizzazione dei rigassificatori nel golfo italo sloveno di Trieste e ha deciso una giornata trasnazionale di mobilitazione a fianco del movimento dei "cancellati" sloveni.
Il documento ha assunto anche alcune delle critiche, ritenute del tutto fondate, sulle forme e i metodi di relazione, da rendere nelle prossime iniziative maggiormente semplici e agibili.
E' poi toccato a Michele De Palma, della segreteria nazionale del PRC, chiudere la due giorni di lavoro. Dopo aver espresso gli apprezzamenti per i lavori del Forum, ha spigato con chiarezza la situazione generale politica, senza nascondere le evidenti difficoltà, ma consapevole del ruolo centrale che Rifondazione e la Sinistra Europea sono chiamate ad assumere nel paese.
Renato Cardazzo
Lamon 22 ottobre 2006
